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Forme strumentali del Barocco

IL BAROCCO STRUMENTALE

 

Nell’epoca barocca abbiamo una sterminata produzione di musica strumentale, grazie all’invenzione di nuovi strumenti (tra cui i più importanti sono il violino e tutta la famiglia degli archi) ed al perfezionamento di alcuni nati nel passato, tra i quali il clavicembalo, il liuto, l’organo.

Se parliamo di strumenti, nel Barocco molti compositori, tra cui Bach, Haendel, Vivaldi, Marcello… compongono musiche sia per strumento solista, sia per vari gruppi strumentali, con i quali si vengono a formare piccole orchestre di una decina, o poco più, di elementi.

Nasce l’orchestra d’archi barocca, e, tramite il gusto di mettere insieme più strumenti, si arriva alle soglie della sinfonia, che tanta parte avrà in epoca classica, e si comincia a sviluppare il concerto solista, dove un solista si contrappone all’intera orchestra.

 

 

BRANI PER STRUMENTI SOLISTI

 

La nascita della scala temperata, in cui l’ottava viene suddivisa in 12 semitoni, che avviene verso la fine del Seicento, favorisce l’avvento dell’armonia, ossia dello studio dell’interazione delle note poste in senso verticale.

Gli strumenti solisti tipici del Barocco sono il liuto, il clavicembalo, l’organo, il violino, che sono in grado di produrre più note contemporaneamente, quindi di creare, oltre a melodie, anche ricche armonie.  Vengono utilizzato sia come solisti, sia per accompagnare cantanti, sia per creare la parte del basso continuo, detto anche basso numerato,  nei concerti.

Nel Barocco si assiste, comunque, anche al perfezionamento di altri strumenti non armonici, come il flauto, che, fin dal Seicento, assume le sembianze del moderno flauto traverso, il corno, l’oboe, il trombone, strumento già completo di  coulisse fin dal 1600. Nel periodo Barocco, nonostante la tromba sia ancora priva dei moderni pistoni (inventati nel 1815), Bach utilizza in alcuni suoi concerti un particolare tipo di tromba acuta, detta “tromba di Bach” o “clarino”. 

Ascoltiamo, per iniziare, un brano per ciascuno strumento visto nella funzione di solista. Ascoltandolo isolatamente, potremo apprezzarne e riconoscerne il timbro.

 

 

 

LIUTO E ARCILIUTO

Cominciamo dal liuto, uno strumento a corde pizzicate di cui si hanno testimonianze fin dall’epoca  egizia e sviluppatosi, in particolare, nel Barocco. Per il liuto hanno scritto brani compositori famosissimi, tra cui il grande Giovanni Sebastiano Bach, del quale ascolteremo un breve brano: una celeberrima Bourrée, danza francese in ritmo binario, dal carattere leggero ed affettuoso.

http://www.youtube.com/watch?v=BJ83EBKH598

L’arciliuto è uno strumento simile al liuto, ma con l’aggiunta di altre corde, di bordone, dal numero variabile, affiancate alle corde fissate sul ponticello dello strumento. Queste corde aggiunte conferiscono al timbro del liuto una maggiore ricchezza di armonici, quindi una sonorità più corposa. L’arciliuto, come il clavicembalo, o in aggiunta a questo, poteva costituire parte del basso continuo nei concerti (vedi concerti). Come esempio, ascolterai una Toccata, una Gagliarda ed una Corrente composti da J. H. Capsberger (1580 – 1661).

http://www.youtube.com/watch?v=bLgP3UyjLlQ

 

 

 

 

CLAVICEMBALO

Lo strumento a tastiera più utilizzato del Barocco, in ambito profano, è il clavicembalo: si tratta di uno strumento simile, nella forma, a un piccolo pianoforte a coda. A differenza del pianoforte, dove le corde sono percosse da martelletti, nel clavicembalo queste sono pizzicate indirettamente, tramite tastiera, da plettri. Il clavicembalo è un raffinato strumento, dal timbro acuto ed argentino.

Ascoltalo, in un brano, “Les Baricades Mistérieuses”, composto da  Francoise Couperin, compositore francese coevo a Bach.

http://www.youtube.com/watch?v=Wnuv1Bm9-Cw

Abbiamo detto che, esteticamente, il clavicembalo assomiglia a un piccolo pianoforte a coda. Il suo timbro, però, è assai diverso. Per rendertene conto, ascolta l’esecuzione dello stesso brano, fatta col pianoforte.

http://www.youtube.com/watch?v=JeJClooBYqY

 

Ed ora il clavicembalo con funzione di accompagnamento a un cantante solista. Il periodo barocco è il momento dell’esibizione degli evirati cantori, sostituiti, attualmente, dai controtenori. Ascolta un  controtenore, Carlo Vistoli, nella esecuzione di un brano tratto da una cantata di Scarlatti, accompagnato da un clavicembalo.

http://www.youtube.com/watch?v=9DWG4pMx-es

 

 

 

 

ORGANO

Nato nel IV secolo avanti Cristo, l’organo si evolve nel tempo, diventando uno strumento ricco di ogni varietà di timbri. Tramite i registri, infatti, l’organo può produrre suoni simili, per esempio, a quelli di un oboe, di una tromba, o di un’intera famiglia strumentale. Il suo utilizzo è tipico della musica sacra. Ascoltalo in un brano di Bach, la “piccola fuga in Sol minore BWV 578”, un brano ricco di sfumature.

http://www.youtube.com/watch?v=xzXroGJZC1k

 

 

 

 

VIOLINO SOLISTA

In epoca barocca assistiamo ad una grande diffusione delle “sonate” per violino, specialmente ad opera di Giovanni Sebastiano Bach. Il termine sonata veniva utilizzato per indicare un brano che andava eseguito da uno strumento solista, accompagnato il più delle volte da uno strumento armonico, che eseguiva la parte del basso continuo. L’ascolto che segue è la “Sonata per violino e cembalo in Sol Maggiore BWV 1021” di Bach.

http://www.youtube.com/watch?v=Uht4AGFErlE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BRANI CONCERTATI

Nel Barocco, per la prima volta nella storia della musica, abbiamo una grande produzione di brani dedicati a gruppi strumentali composti prevalentemente da archi e clavicembalo e, spesso, arricchiti dalla presenza di uno o più solisti.

Si parla di “Sonata” quando si tratta di “musica da suonare”  create per strumenti solisti, duo o piccole formazioni strumentali.

Si parla di “concerto” quando abbiamo una formazione composta da più strumenti che dialogano tra loro, al fine di creare un effetto unitario e piacevole.

 

 

 

 

LA SONATA

I compositori del Barocco chiamano “sonata” un brano da suonare con solisti, oppure con gruppi strumentali di piccole dimensioni, dal duo al decimino. Gli autori indicano, accanto al nome “sonata”, se si tratta di una sonata a tre, a quattro, a cinque… per specificare il numero degli strumenti con i quali deve essere eseguita. Comunque, in linea di massima, oltre i dieci strumenti, si parla di  Concerto.

Una delle sonate più celebri è la “Sonata pian e forte” che Giovanni Gabrieli (1557 – 1612) inserisce nelle “Sacrae Symphoniae”.

http://www.youtube.com/watch?v=Jx2xgbBkjbg

 

 

 

IL CONCERTO GROSSO

Nel Barocco possiamo identificare tre tipi di concerto: Grosso, Solista e di gruppo.

Assai diffuso fin dai tempi di Arcangelo Corelli (1653 – 1713), che può essere considerato l’iniziatore di questo genere musicale,  un Concerto Grosso è caratterizzato, organo logicamente parlando, dalla presenza di una piccola orchestra d’archi, accompagnata dal clavicembalo, che la sostiene con l’esecuzion del  basso continuo.

L’insieme orchestrale è diviso in due parti:

Il Grosso dell’orchestra, formato da tutti gli strumenti, che suonano insieme.

Il Concertino, piccolo gruppo di strumenti dal suono acuto (violino, viola) che contrastano, sia a livello di acutezza che di intensità, con il grosso, creando nell’ascoltatore una sensazione varia, come di “chiaro – scuro”.

Il clavicembalo, che segue costantemente l’esecuzione di tutti gli strumenti, funge da sostegno armonico.  Il Concerto grosso può essere formato da tre o quattro movimenti, dal carattere diverso l’uno dall’altro (per esempio: Allegro, Adagio, Allegro assai)

Ascolta il primo movimento del Concerto Grosso op. VI n. 4 di Arcangelo Corelli, in cui si possono apprezzare le differenze tra concertino e grosso del Concerto. Nota, tra i vari strumenti, oltre al clavicembalo, a destra, la presenza di due arciliuti e di un piccolo organo, sulla sinistra dell’immagine. Anch’essi hanno la funzione di produrre l’accompagnamento armonico, insieme al clavicembalo.

L’arciliuto era una varietà di liuto sulla tastiera del quale venivano aggiunte varie corde di bordone. Dal suono grave, che ne rendevano il suono più corposo.

http://www.youtube.com/watch?v=BVM9MpCu_Jc

Un altro esempio di concerto grosso ci viene da Vivaldi. Ecco il primo movimento del Concerto Grosso op. 3 n. 11.

http://www.youtube.com/watch?v=ntz0w1-yM-k

 

 

 

 

 

IL CONCERTO SOLISTA

Come dice il titolo, nel concerto solista, oltre al gruppo orchestrale che crea il concerto, abbiamo la presenza di un solista, che, praticamente, sostituisce il concertino.

Tutti i grandi compositori del Barocco hanno scritto concerti solisti.  Ascoltiamo qualche brano di concerti che vedono nel ruolo di solisti  il violino, l’oboe, il flauto, la tromba, il clavicembalo e l’organo.

 

 

CONCERTO PER VIOLINO E ORCHESTRA

“Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi sono il più celebre dei concerti per  violino e orchestra di tutti i tempi. L’organico è quello del Concerto grosso ma, al posto del concertino, abbiamo un violino solista.

http://www.youtube.com/watch?v=MbOUB91vMgM

 

 

CONCERTO PER OBOE E ORCHESTRA

Ecco un bell’esempio, celeberrimo, di “adagio” tratto da un concerto per Oboe e Orchestra d’archi in Do minore di Alessandro Marcello (1684 – 1750).  

http://www.youtube.com/watch?v=iNDwMBBofk4

 

 

CONCERTO PER FLAUTO E ORCHESTRA

Vivaldi ha composto vari concerti per strumento solista. Eccone uno, siglato RV 155, in cui abbiamo due flauti e l’orchestra d’archi.

http://www.youtube.com/watch?v=6bglrEACVs4

 

 

CONCERTO PER TROMBA E ORCHESTRA

Antonio Vivaldi compone il “Concerto in Do Maggiore per due trombe, archi e basso continuo”, del quale ti proponiamo il primo movimento, uno sfavillante allegro.

http://www.youtube.com/watch?v=MtQYSgVZCEA

 

 

CONCERTO PER CLAVICEMBALO E ORCHESTRA

Il clavicembalo, dal ruolo di basso continuo, può facilmente passare a quello di solista, come dimostrano i Concerti per clavicembalo e orchestra di Bach.

Addirittura, Bach compone un concerto per quattro clavicembali e orchestra, del quale ti facciamo ascoltare il primo movimento, allegro.

http://www.youtube.com/watch?v=3ZunjJ4OkSM

Questo concerto viene spesso eseguito anche per quattro pianoforti e orchestra. Ascolta anche questa versione, poi confronta le due versioni. La differenza è davvero grande.

http://www.youtube.com/watch?v=eR8Z9kG92W0

 

 

CONCERTO PER ORGANO E ORCHESTRA

Anche l’organo può fare da solista nei concerti per organo e orchestra. In questo “concerto op. 4 n. 1”  di Haendel l’organo ha la parte del solista.

http://www.youtube.com/watch?v=im8HlxvVw0o

 

 

 

 

IL CONCERTO DI GRUPPO

Il concerto di gruppo nasce in epoca barocca e prevede l’utilizzo degli archi, insieme ad altri strumenti che, all’interno della composizione, hanno la medesima importanza. Ciascuno strumento ha una parte principale, e non esiste più la differenza tra solista e gruppo strumentale che accompagna il solista. Bach, con i “Concerti Brandeburghesi” dà alcuni fulgidi esempi di questo tipo di concerto.

Ascoltiamo alcuni brani tratti dai “Concerti Brandeburghesi, per renderci conto della varietà timbrica e della raffinatezza orchestrale con cui Bach sfrutta tutte le capacità timbriche degli strumenti.

Dal Concerto Brandeburghese n. 1, primo movimento:

http://www.youtube.com/watch?v=Zpf38dQpMzk

Dal Concerto Brandeburghese n. 2, terzo movimento

http://www.youtube.com/watch?v=IIX_XVji9UA

Dal Concerto Brandeburghese n. 4, primo movimento

http://www.youtube.com/watch?v=uRoojYH0GbQ

Dal Concerto Brandeburghese n. 5, primo movimento

http://www.youtube.com/watch?v=FlcDsUJjUxc

 

 


Categoria: La mia Scuola Data di creazione: 08/12/2013
Sottocategoria: Storia della musica argomenti Ultima modifica: 13/07/2016
Permalink: Forme strumentali del Barocco Tag: Forme strumentali del Barocco
Inserita da: Pier Giacomo Zauli Pagina vista 1690 volte
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