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Mozart e Salieri

 MOZART E SALIERI: L’ALLEANZA SEGRETA

Riassunto liberamente tratto dall’omonimo titolo di Giuseppe Rausa

 

Nato a Legnago, presso Verona, nel 1750, e morto a Vienna nel 1825, Salieri studia musica a Venezia, seguito da Pescetti e Pacini, due importanti compositori, prevalentemente operisti,  del Settecento. Notato da Gassman, che era maestro di cappella alla Corte di Vienna, si trasferì presso di lui e ricevette da questi, a Vienna, lezioni e protezione.

Il suo esordio teatrale avvenne nel 1770 con l’opera “Le donne letterate”. Nel 1774, quando morì Gassman, ne prese il posto, a Vienna.

Incontrò subito il favore del pubblico.

Nel 1778 con una sua opera, “L’Europa riconosciuta”, si inaugura il Teatro alla Scala di Milano; nel 1784 viene invitato a comporre un’opera nientemeno che da Gluck, suo fervente ammiratore.

Nel 1773 Mozart, sedicenne, dedica ad Antonio Salieri, su indicazione del padre, una serie di sei variazioni pianistiche sul tema di “Mio caro Adone” dello stesso Salieri, che era diventato, ventitreenne, l’astro nascente degli operisti.

Un Salieri all’inizio della sua carriera. Dal 1766, anno in cui giunge a Vienna, dove ottiene una incredibile serie di successi, nel 1774 viene nominato compositore di corte, fino al 1788, anno in cui, alla morte di Bonno, è Kapelmeister, titolo che tiene fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1824, a un anno dalla morte.

Ebbe tra i suoi più importanti allievi Sussmayr, Beethoven, Schubert, Hummel e Liszt, che gli furono eternamente grati per l’insegnamento loro impartito, dedicandogli anche opere di grande importanza.

Le variazioni di Mozart furono un omaggio al grande Salieri, e, data l’importanza di questo autore sulla scena internazionale, è assolutamente improbabile la sua gelosia nei confronti di Mozart.

Mozart e Salieri lavorano fianco a fianco alla corte di Giuseppe II, che, in un certo senso, si allea alle logge massoniche, nella logica di instaurare un regime di attività produttiva messa a segno in particolare dall’alleanza dell’imperatore con la nascente borghesia e con una dichiarata guerra ai poteri alleati alla Chiesa di Roma.

Tra le riforme instaurate da Giuseppe II, per esempio, abbiamo la chiusura di numerosi conventi e monasteri, mentre  tutti i culti vengono resi uguali e tollerabili. Inoltre si elevano al grado nobiliare anche numerosi ebrei. Si incentiva il capitalismo borghese basato su una forte e libera concorrenza.

La musica, il teatro, l’opera sono un prodotto commerciale da sfruttare sia economicamente, che politicamente. L’opera diventa uno degli strumenti con i quali Giuseppe II può fare propaganda verso un mondo nuovo ed egualitario.

Si apre, nel 1778, il teatro nazionale d’opera di Vienna, in cui vengono rappresentate anche molte opere in tedesco, tra cui, nel 1782, “Il ratto del serraglio” di Mozart, commissionata dallo stesso Giuseppe II.

Si progettano opere in tedesco, ma, nel 1783, l’opera italiana torna in auge, affidata a Salieri.

Si cominciano a fare opere antinobiliari, sia da parte di Mozart e sia, ma soprattutto, di Salieri.  Salieri si sposta a Parigi, con il permesso dell’Imperatore, e qui collabora addirittura con Beaumarchais.

Salieri lavora, in pratica, per la rivoluzione francese, mentre Mozart, insieme a Da Ponte, realizza “Le nozze di figaro” che, benché sia vietata ufficialmente in Austria, viene permessa da Giuseppe II.

Salieri e Mozart, dunque, propagandano insieme le nuove ideologie massoniche di Giuseppe II: uno in Francia, l’altro in Austria.

Un altro scopo da ottenere con le opere è quello di germanizzare i territori annessi all’Impero: Boemia, Ungheria e Croazia, territori conquistati con una politica espansionistica, quindi opere in lingua tedesca possono servire proprio a questo.

Mozart viene inviato a Praga, dove rappresenterà comunque due opere italiane:  “Le nozze di Figaro” e “Don Giovanni”, vari concerti e altre opere per festeggiare l’incoronazione di Leopoldo II, figlio e successore di Giuseppe dal 1791 al 1792.

La musica di Mozart dunque comincia a farsi strada nella capitale boema.  

Nel 1792, morto Leopoldo II, gli succedette il figlio, Francesco II d’Asburgo – Lorena, che tornò ad un regime antico, divenendo un acerrimo nemico della massoneria.

Quest’ultimo tenne Salieri al suo servizio fino al pensionamento, avvenuto nel 1824.  Salieri mette in scena “Axur”, un’opera in italiano che mina i fondamenti del potere regale, verso un potere conferito al popolo.

Nel 1791 Mozart deve scrivere un Requiem probabilmente per il barone Wezlar, al quale aveva chiesto un prestito. Non riuscirà a terminarlo. Al suo posto lo completeranno Franz Sussmayr ed altri suoi allievi. A Praga, il 6 e 12 settembre 1791 Salieri dirige composizioni di Mozart per le solenni cerimonie dell’incoronazione di Leopoldo II e di Maria Luisa.

Ciò dimostra la grande vicinanza artistica , ideale e di amicizia tra questi due protagonisti della vita musicale viennese.

Amicizia che si dimostra anche quando Mozart va a prendere Salieri e la Cavalieri (un celebre soprano di quei tempi) per portarli a vedere “Il flauto magico”, opera della quale sono entusiasti.

Mozart in questo momento sta per diventare Kapellmeister della cattedrale di Santo Stefano, ma, purtroppo, muore prima di questo importante incarico.

Assolutamente falsa è l’affermazione che Mozart, in questo periodo, fosse privo di entrate finanziarie e fosse lasciato ai margini della vita musicale viennese, come il film “Amadeus” ci fa credere. 


Categoria: La mia Scuola Data di creazione: 25/10/2016
Sottocategoria: Storia della musica sintesi Ultima modifica: 25/10/2016
Permalink: Mozart e Salieri Tag: Mozart e Salieri
Inserita da: Pier Giacomo Zauli Pagina vista 662 volte
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