QUESTO SITO RIPUDIA LA GUERRA
Premetto che di politica, in quasti tempi, non ci capisco proprio nulla. Non c’è mai chiarezza a sufficienza per capire. Un giorno le stesse persone ti dicono una cosa e quello dopo il contrario, sostenendo il tutto con grande fermezza. Forse sono molto limitato e di questa cosa me ne accorgo.
Però…
Martedì 13 ottobre 2026 leggo, sulla prima pagina del Carlino che:
“La Nato avverte la Russia: Siamo pronti a combattere”.
Ma, mi chiedo, la Russia aspettava questo avvertimento per attaccarci?
Mi vien da dire: “Ma siamo pazzi?”
Mi par di vedere cosa potrebbe succedere in Italia, ma forse anche in altri stati dell’ambito europeo, con questo scenario.
Il 95% dei soldati, impauriti, per nulla preparati, per nulla desiderosi di lasciarci la pelle, scapperebbe via. Il 5% rimanente, con le poche risorse difensive e le ancor più poche offensive verrebbe eliminato alla partenza, con qualche drone e due o tre missili ben direzionati e con poche resistenze.
La popolazione verrebbe decimata a caso, bombardata da persone lontane e intoccabili che non si sarebbero chieste neppure se nei palazzi distrutti ci fossero famiglie, persone innocenti, bambini… (vedi “Naza”).
Dopo la guerra, supponendo che non ci fosse stata qualche esplosione di bombe atomiche, l’invasione russa sarebbe immancabile.
Di conseguenza: limite assoluto alla libertà di parola, agli assembramenti con più di due persone, fucilazione subitanea o internamento in un Gulag a chi la pensa in modo diverso…
Ma ve lo immaginate?
Che senso avrebbe?
Perderemmo tutti i diritti e i doveri acquisiti durante un secolo abbondante di lotte e di guerre d’indipendenza e mondiali, a discapito di quelli che sono morti per queste conquiste e anche a discapito delle nostre belle convinzioni che saranno a volte anche superficiali, egoistiche, poco combattive, ma che rappresentano la nostra civiltà, il nostro progresso e la vita che tutti noi, nel nostro piccolo, con le nostre scuole, i nostri ospedali, le nostre RSA, per quanto criticabili siano, e il nostro pensiero garantiamo ai nostri coevi e, si spera, a chi ci seguirà.
Cosa si potrebbe fare, invece?
Beh, l’uomo ha una risorsa che gli altri esseri viventi, comprese le scimmie, i delfini e gli elefanti non hanno: la parola, il dialogo, il mettere in discussione o in condivisione pensieri, dai quali dovrebbero scaturire azioni ponderate, ma non guerre!
Guerre che, forse, avevano un senso, se così si può dire, 2000 anni fa, quando popoli barbari scendevano dal Nord per conquistare territori caldi, accoglienti, diversi da quelli gelati e inospitali in cui vivevano, e le persone che in quei luoghi accoglienti abitavano avevano il diritto e il dovere di difenderli. O di eserciti al comando di popolazioni oppresse, senza ormai più una vera patria, che difendevano il loro diritto a vivere in uno stato sovrano.
Ma al giorno d’oggi, almeno nei Paesi occidentali, quale popolo andrebbe incontro a una guerra per distruggere tutto quello che ha fatto in decine, centinaia di anni, per raggiungere uno stile di vita tutto sommato discreto, a volte decente?
Quale persona sarebbe disposta a morire per la propria patria o vedere morire i propri figli perché sono morti in guerra? A vedere persone mutilate portare il peso di un conflitto per tutta la vita, perché un carro armato gli è piombato addosso, (vedi "Sidun" di De André) o gli è esplosa davanti una mina antiuomo con la quale ha perso la vista e due braccia?
E se foste proprio voi? Ne sareste felici, orgogliosi???
Che senso avrebbe?
Non si deve mai giungere a una guerra. Nessuno Stato al mondo dovrebbe disporre dei mezzi necessari a fare una guerra. Anche perché c’è gente (pochissima, si conta probabilmente sulle dita di una mano) che ci guadagna tantissimo per produrre le armi necessarie a fare una guerra, alla faccia di quelli (più di otto miliardi) che queste risorse poco umane non le hanno!
E i più minchioni siamo noi che stiamo supinamente a guardare, che le notizie ci scorrono davanti e non ci pensiamo neppure a quello che realmente dicono.
Chi di noi sussulterà se sentiremo la notizia che Putin ha distrutto tre o quattro riserve energetiche in Ucraina, o che Zelenski ha risposto eliminandone altrettante, con altrettanti morti e un numero imprecisato di feriti e mutilati? E con un inquinamento atmosferico pari a mille miliardi di automobili?
Chi di noi sussulta e soffre realmente quando ci dicono che Gaza è stata rasa al suolo, o che una bomba ha causato trenta, quaranta morti, o che la pianificazione di Netanyahu prevedeva di radere al suolo cinque palazzi all’ora, e forse ne ha distrutti anche di più, azione comandata da un informatico che, seduto alla sua scrivania, alla domanda se poteva farne a meno di tutto ciò e se si sentiva almeno un po’ in colpa ha risposto: “tanto lo avrebbe fatto un altro”…
Anche perché quell’informatico uscirà da una guerra in cui avrà ammazzato alcune centinaia o migliaia di persone assolutamente indenne, senza un graffio. E continuerà la sua vita normalmente, godendosi le sue giornate in armonia con la sua fidanzata, sua moglie, le sue figlie, e non penserà neppure un momento alle fidanzate, alle figlie, alle mogli che avrà distrutto.
Ed ora rovesciamo la cosa…
Chi di noi rimarrà indifferente quando si troverà con tutta la sua prole sterminata da una bomba gettata per sbaglio su una struttura civile, o si ritroverà senza una mano e un piede, magari anche senza un occhio?
Forse riuscirà ancora un pò a vedere il tutto in modo così normale?
Così normale???
Bah! Pensiamoci su.
Pier Giacomo Zauli